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  • Questo topic ha 210 risposte, 23 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 anni fa da Musicanidi.
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  • #19288
    Aleydis
    Partecipante

    ciao! volevo chiedervi cose ne pensate dei prozac+.sono un gruppo punk rock italiano,nn sn molto conosciuti ma secondo me è un peccato…magari vi ricordate acido acida
    effettivamente i testi nn sn proprio il massimo dell allegria ma vabbè XD

    #19289
    Aleydis
    Partecipante

    boh sn andicappata nn so mettere i video…vabbè cercateli voi

    #19252
    Sappy
    Moderatore

    cmq grandi i rpozac+…stravedo x loro…li seguo sin dall’inizio….negli anni hanno maturato il loro sound parecchio! spero in una reunion!

    #19171
    Kurt74
    Amministratore del forum

    voglio assolutamente vedere un loro concerto, il gruppo ufficialmente non e’ sciolto quindi se venisse una proposta seria per u grande concerto puo’ essere che …

    P.S. per i video non funzionano se li posti usando la finestra “Risposta Rapida”, devi scrivere usando il tasto Reply, riprova

    #19290
    Aleydis
    Partecipante

    ah ok grazie mille!!!ma davvero nn si sn sciolti??perchè allora sn d accordo cn te per il concerto! ico01


    #19253
    Sappy
    Moderatore

    kurt…lessi tempo fà in giro x internet che la reunion nn dipende ne da eva, ne da gianmaria e ne da elisabetta….probabilmente avranno o avranno avuto problemi cn la casa discografica! ai tempi li ebbero perchè gioia nera fu pubblicato troppo presto! quindi la futura nuova uscita nn dipende da loro e cmq gian ha dichiarato in un’intervista che lessi riguardante il suo progetto, quella cagata di sick tamburo, che disse che presto ci saranno cose nuove x i prozac…speriamo!!

    #19172
    Kurt74
    Amministratore del forum

    ottime notizie, grazie, speriamo vivamente

    #19300
    holy
    Partecipante

    Ciao a tutti! mi sono appena iscritto a questo sito e vedo subito questo particolare thread del forum!!! davvero una bella idea!!! io collaboro con un sito di musica proprio per le recensioni. Il sito è http://www.jamyourself.com penso proprio che lo conosciate è un social network per band emergenti che sta prendendo sempre piu’ piede nell’ultimo periodo.
    Vi linko qualche recensione fatta da me. Datemi una parere 🙂
    http://www.jamyourself.com/tutte/n/nirvana/nevermind.html Nirvana Nevermind
    http://www.jamyourself.com/tutte/g/gentle-giant/gentle-giant.html Gentle Giant
    http://www.jamyourself.com/tutte/o/oasis/definitely-maybe.html Oasis Definitely Maybe

    In piu’ stiamo cercando nuovi collaboratori per jamyourself e penso proprio che i partecipanti a questo thread potrebbero essere interessati di sicuro!!!! anche perchè mi sono letto varie recensioni e direi che il livello generale è piu’ che buono. Vi copio ed incollo il messaggio così come fatto girare in rete:

    Ciao, http://www.jamyourself.com il Social Network dedicato alle band emergenti è alla ricerca di nuovi collaboratori da inserire nel proprio staff. In particolare cerchiamo persone appassionate di Musica per realizzare recensioni di album present e past ed articoli da pubblicare sul nostro sito. Per chi fosse interessato è necessario inviare una mail all’indirizzo redazione@jamyourself.com
    Abbiamo bisogno di appassionati di musica che contribuiscano attivamente al progetto web Jamyourself!!!!

    Spero che possa interessarvi questo mio primo contributo 🙂

    #19147
    Anonimo
    Ospite

    holy – 6/1/2010 15:18

    Spero che possa interessarvi questo mio primo contributo 🙂

    A me interessa molto, grazie per segnalazione! Ora mi spulcio un po’ il sito della rivista ico02

    #19291
    scoof
    Partecipante

    Dovrei scrivere un articolo sui Nirvana (o su un qualsiasi altro gruppo o album) per il giornale scolastico… visto che sarebbe il mio primo, chi ne ha scritti già altri (tipo anorexorcist ico02 ) mi potrebbe dire come si imposta una recensione o la storia di un gruppo? Che aspetti bisogna tener conto?

    #19148
    Anonimo
    Ospite

    scoof – 8/1/2010 23:03

    Dovrei scrivere un articolo sui Nirvana (o su un qualsiasi altro gruppo o album) per il giornale scolastico… visto che sarebbe il mio primo, chi ne ha scritti già altri (tipo anorexorcist ico02 ) mi potrebbe dire come si imposta una recensione o la storia di un gruppo? Che aspetti bisogna tener conto?

    Sicuramente gli aspetti imprescindibili di cui bisogna tener conto sono quelli più concreti, ovvero le informazioni di base. Se devi scrivere una recensione, allora cerca di arricchirla il più possibile di notizie verificabili: anno di pubblicazione, etichetta, tracce, eventualmente differenze di edizioni (sai, spesso ci sono differenze tra le edizioni americane e quelle europee o giapponesi). Poi da lì, sta a te decidere come impostare il resto del testo, se procedere di canzone in canzone o se darne una descrizione generale. Un riferimento al contesto in cui è uscito l’album secondo me è sempre gradito, ma quello dipende anche dallo spazio che hai a disposizione.
    Se devi scrivere la STORIA del gruppo intesa come BIOGRAFIA, bè l’unica strada da seguire è quella più obiettiva possibile e alle notizie puoi aggiungere qualche tuo commento personale.
    Se, invece, devi scrivere un articolo su un gruppo, mettiamo caso sui Nirvana, ma non la loro biografia, allora hai molte più possibilità. Innanzitutto io partirei sempre da un riferimento al contesto sociale e musicale (in questo caso sarebbe la scena di Seattle e Olympia) per poi passare a quel che il gruppo ha significato in generale per il panorama musicale e in particolare per te. In fondo un articolo di questo tipo non sarebbe un articolo di cronaca, quindi l’impronta dell’autore è fondamentale per dare vita al pezzo ico02
    Oh, quando l’avrai scritto poi mandamelo via mail!!

    #19292
    scoof
    Partecipante

    Anorexorcist – 8/1/2010 23:30

    scoof – 8/1/2010 23:03

    Dovrei scrivere un articolo sui Nirvana (o su un qualsiasi altro gruppo o album) per il giornale scolastico… visto che sarebbe il mio primo, chi ne ha scritti già altri (tipo anorexorcist ico02 ) mi potrebbe dire come si imposta una recensione o la storia di un gruppo? Che aspetti bisogna tener conto?

    Sicuramente gli aspetti imprescindibili di cui bisogna tener conto sono quelli più concreti, ovvero le informazioni di base. Se devi scrivere una recensione, allora cerca di arricchirla il più possibile di notizie verificabili: anno di pubblicazione, etichetta, tracce, eventualmente differenze di edizioni (sai, spesso ci sono differenze tra le edizioni americane e quelle europee o giapponesi). Poi da lì, sta a te decidere come impostare il resto del testo, se procedere di canzone in canzone o se darne una descrizione generale. Un riferimento al contesto in cui è uscito l’album secondo me è sempre gradito, ma quello dipende anche dallo spazio che hai a disposizione.
    Se devi scrivere la STORIA del gruppo intesa come BIOGRAFIA, bè l’unica strada da seguire è quella più obiettiva possibile e alle notizie puoi aggiungere qualche tuo commento personale.
    Se, invece, devi scrivere un articolo su un gruppo, mettiamo caso sui Nirvana, ma non la loro biografia, allora hai molte più possibilità. Innanzitutto io partirei sempre da un riferimento al contesto sociale e musicale (in questo caso sarebbe la scena di Seattle e Olympia) per poi passare a quel che il gruppo ha significato in generale per il panorama musicale e in particolare per te. In fondo un articolo di questo tipo non sarebbe un articolo di cronaca, quindi l’impronta dell’autore è fondamentale per dare vita al pezzo ico02
    Oh, quando l’avrai scritto poi mandamelo via mail!!

    okey dokey grazie mille ico03
    Se lo scriverò te lo mando ico09 ico09

    #19173
    Kurt74
    Amministratore del forum

    Scegli i Nirvana cosi’ lo pubblichiamo anche qui

    #19293
    scoof
    Partecipante

    Mi spiace Lello ma l’ho già fatta, la prossima la faccio sui nirvana 🙂

    In the Court of the King Crimson

    Titolo album: In The Court Of The King Crimson
    Anno d’uscita: 1969
    Etichetta: Atlantic Records
    Produttore: King Crimson
    Durata: 41,19 min

    1969: si affacciano sulla scena musicale britannica, con i loro primissimi lavori, mostri sacri come Genesis, Yes e King Crimson che contribuiranno a dar vita al progressive rock, una mistura di rock, musica classica e jazz. Proprio la prima opera di questi ultimi, “In The Court Of The King Crimson”, riconosciuta come un importante album per la storia della musica, verrà definita da Pete Townshend degli Who “Un capolavoro sbalorditivo”.
    Ancor prima delle note, a colpire è la famosissima copertina dipinta da Barry Godber: un urlo agghiacciante parte dalla bocca spalancata di un uomo dal viso sfigurato, con un palese riferimento all’“Uomo Schizofrenico Del Ventunesimo Secolo” di cui si parla nella prima traccia. Quest’ultima è la canzone più frenetica dell’album, che si apre con il rumore di un treno in partenza, lontano, stroncato dalla forte distorsione della chitarra alla quale si aggiungono un sax impazzito e una batteria indemoniata, il tutto sovrastato dalla voce distorta al massimo di Greg Lake. Il pezzo culmina in un finale travolgente e caotico che si blocca di scatto e cede il passo alla dolce voce di “I Talk To Wind”, accompagnata dal flauto di Ian McDonald che contribuisce a creare un’atmosfera dolce e rilassante.
    Si passa poi ad “Epitaph”, struggente canzone riguardante la triste sorte del genere umano
    (La conoscenza è un’amica mortale/ Quando nessuno pone le regole/ Io vedo che il destino di tutto il genere umano/ E’nelle mani di pazzi). La voce soffice e allo stesso tempo dolente di Lake, l’arpeggio chitarristico di Fripp e la presenza di mellotron e vibrafono, ci fanno sprofondare in una vera e propria trance, in cui si viene cullati da un’edulcorata tristezza.
    E poi c’è Moonchild, la più lunga traccia dell’album, ben dodici minuti. Nei primi tre possiamo ascoltare il sognante testo di Peter Sinfield, produttore di questo album e autore di tutti i testi, oltre che di svariate liriche degli Emerson, Lake & Palmer e della Premiata Forneria Marconi fra gli altri. I restanti nove minuti sono dedicati alla parte strumentale, in cui si alternano soffici melodie e dissonanze rumoristiche, in cui fanno le proprie incursioni i solo di chitarra, batteria e vibrafono.
    Si arriva finalmente alla quinta ed ultima traccia dell’album: In The Court Of The King Crimson. Questa è una miscela di quello che precedentemente viene offerto dal disco: si alternano infatti momenti sinfonici, propri di “Epitaph”, a più intime atmosfere, come “I Talk To The Wind”.
    Il disco è terminato, 41 minuti in cinque canzoni, uno degli album più belli del “Re Cremisi”. Seguiranno a questo album continui cambi di formazione in una carriera trentennale, ma l’unico che rimarrà per sempre “Alla Corte Del Re Cremisi” è quel genio di Robert Fripp, che influenzerà con la sua maniacale ricerca sonora molte altre generazioni a venire.

    P.S.: Riguardando la prima pagina del topic mi accorgo che Sara l’aveva già fatta, chiedo umilmente venia 🙂

    #19301
    Polly12
    Partecipante

    scoof – 10/1/2010 22:46

    Mi spiace Lello ma l’ho già fatta, la prossima la faccio sui nirvana 🙂

    In the Court of the King Crimson

    Titolo album: In The Court Of The King Crimson
    Anno d’uscita: 1969
    Etichetta: Atlantic Records
    Produttore: King Crimson
    Durata: 41,19 min

    1969: si affacciano sulla scena musicale britannica, con i loro primissimi lavori, mostri sacri come Genesis, Yes e King Crimson che contribuiranno a dar vita al progressive rock, una mistura di rock, musica classica e jazz. Proprio la prima opera di questi ultimi, “In The Court Of The King Crimson”, riconosciuta come un importante album per la storia della musica, verrà definita da Pete Townshend degli Who “Un capolavoro sbalorditivo”.
    Ancor prima delle note, a colpire è la famosissima copertina dipinta da Barry Godber: un urlo agghiacciante parte dalla bocca spalancata di un uomo dal viso sfigurato, con un palese riferimento all’“Uomo Schizofrenico Del Ventunesimo Secolo” di cui si parla nella prima traccia. Quest’ultima è la canzone più frenetica dell’album, che si apre con il rumore di un treno in partenza, lontano, stroncato dalla forte distorsione della chitarra alla quale si aggiungono un sax impazzito e una batteria indemoniata, il tutto sovrastato dalla voce distorta al massimo di Greg Lake. Il pezzo culmina in un finale travolgente e caotico che si blocca di scatto e cede il passo alla dolce voce di “I Talk To Wind”, accompagnata dal flauto di Ian McDonald che contribuisce a creare un’atmosfera dolce e rilassante.
    Si passa poi ad “Epitaph”, struggente canzone riguardante la triste sorte del genere umano
    (La conoscenza è un’amica mortale/ Quando nessuno pone le regole/ Io vedo che il destino di tutto il genere umano/ E’nelle mani di pazzi). La voce soffice e allo stesso tempo dolente di Lake, l’arpeggio chitarristico di Fripp e la presenza di mellotron e vibrafono, ci fanno sprofondare in una vera e propria trance, in cui si viene cullati da un’edulcorata tristezza.
    E poi c’è Moonchild, la più lunga traccia dell’album, ben dodici minuti. Nei primi tre possiamo ascoltare il sognante testo di Peter Sinfield, produttore di questo album e autore di tutti i testi, oltre che di svariate liriche degli Emerson, Lake & Palmer e della Premiata Forneria Marconi fra gli altri. I restanti nove minuti sono dedicati alla parte strumentale, in cui si alternano soffici melodie e dissonanze rumoristiche, in cui fanno le proprie incursioni i solo di chitarra, batteria e vibrafono.
    Si arriva finalmente alla quinta ed ultima traccia dell’album: In The Court Of The King Crimson. Questa è una miscela di quello che precedentemente viene offerto dal disco: si alternano infatti momenti sinfonici, propri di “Epitaph”, a più intime atmosfere, come “I Talk To The Wind”.
    Il disco è terminato, 41 minuti in cinque canzoni, uno degli album più belli del “Re Cremisi”. Seguiranno a questo album continui cambi di formazione in una carriera trentennale, ma l’unico che rimarrà per sempre “Alla Corte Del Re Cremisi” è quel genio di Robert Fripp, che influenzerà con la sua maniacale ricerca sonora molte altre generazioni a venire.

    P.S.: Riguardando la prima pagina del topic mi accorgo che Sara l’aveva già fatta, chiedo umilmente venia 🙂

    Ahhh, il Lore è un mito.
    Guarda che recensioni che ci fa..v.v!
    Aspetto le prossime Grande Mito..yeeh!!

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