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  • Questo topic ha 210 risposte, 23 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 anni fa da Musicanidi.
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  • #19297
    gatto4
    Partecipante

    Nirvana – IN UTERO

    Geffen Records – 1993 – prodotto da Steve Albini, Scott Litt and Adam Kasper

    Formazione:

    Kurt Cobain: Voce/chitarra
    Krist Novoselich: Basso
    Dave Grohl: Batteria/voce
    Kera Schaley: Cello

    Tracce:

    1. Serve the servants
    2. Scentless apprentice
    3. Heart-shaped box
    4. Rape me
    5. Frances Farmer will have her revenge on Seattle
    6. Dumb
    7. Very ape
    8. Milk it
    9. Pennyroyal tea
    10. Radio friendly unit shifter
    11. Tourrette’s
    12. All apologies
    13. Gallons of rubbing alcohol flow through the strip

    IN UTERO ultimo album in studio dei Nirvana per alcuni il miglior ritratto della band.
    Uscito nel 1993 dopo una febbrile attesa costruita ad’ arte dai media e basata più su fatti personali che coinvolgevano il leader Kurt Cobain, che su motivazioni artistiche, segnò un ulteriore punto di partenza e non d’ arrivo.
    Se l’uscita di Nevermind creò una spaccatura nel mondo musicale segnando un nuovo punto di riferimento per la musica rock, IN UTERO crea una spaccatura all’interno del seguito dei Nirvana.
    Per alcuni troppo diretto ed esplicito nei testi, troppo ruvido e lacerante il suono, per altri un capolavoro assoluto senza rimaneggiamenti per strizzare l’occhio alle classifiche, musica suonata a tutta potenza dallo stomaco di chi suona ai timpani di chi ascolta senza filtri, puro rock.
    IN UTERO è un disco maturo scritto con le idee chiare di chi sa cosa vuole, canzoni diverse tra loro che creano un ritratto mai così fedele di quello che è la musica per i NIRVANA.
    SERVE THE SERVANT apre il disco, batteria e chitarra in evidenza il basso di Novoselich ricama sulle strofe facendo da contraltare alle note stridenti di Cobain, che canta di se stesso, come sempre, senza mai ammetterlo.
    La seconda traccia SCENTLESS APPRENTICE il primo dei punti più alti del disco è un crescendo circolare di musica angosciante, che trova nell’urlo liberatorio di Cobain che urla Il ritornello…GO AWAY, il momento di liberazione, l’assolo improvvisato e rumoroso mette in risalto il basso opprimente e ripetitivo, una canzone unica e irripetibile.
    HEART-SHAPED BOX una traccia in puro Nirvana style, subito riconoscibile orecchiabile e strutturata secondo il metodo Cobain mai scontata ma capace di arrivare in cime alle classifiche, la chitarra stridula fa da contro altare al basso che suona una parte ricca e melodica.
    RAPE ME un fiume in piena…l’inizio che ricorda la bandiera dei Nirvana, parte in maniera delicata con Cobain che arpeggia e canta in modo delicato, poi entra Grohl secco e potente e la traccia prende forma, distorsore e basso indicano la strada che vivrà di alti e bassi per tutta la durata della traccia raggiungendo il momento più alto nel finale col ritornello urlato a squarciagola da Cobain e Grohl.
    FRANCES FARMER WILL HAVE HER REVENGE ON SEATTLE è la 5 canzone dell’album una traccia ( che scopriremo più tardi molto amata da Cobain ), il basso di Novoselich è il protagonista accompagnando la voce per tutta la canzone lasciando alla chitarra solo il compito di sottolineare il finale delle strofe e il ritornello, forse la traccia meno riuscita dell’album.
    DUMB apre gli occhi ai fans mostrando un approccio unplugged alle canzoni, che in futuro darà i suoi frutti, la voce di Cobain è ipnotica il ritornello è perfetto, geniale perché di un genio si sta parlando, l’aggiunta di un cello che accompagna con il suo suono malinconico, tutta la traccia la rende quasi mistica.
    VERY APE punk-rock Nirvaniano di prima qualità risveglia l’ascoltatore che cullato dalle note di Dumb si è lasciato guidare in terre più dolci e meno caustiche, ma è solo un attimo che prelude ad’ un altro momento imponente del disco…
    MILK IT…Milk it fa paura, un inattaccabile fortezza che compare dal nulla con muri di duro granito inespugnabile minacciosa, Cobain grida tutta la sua rabbia nel ritornello senza senso della canzone con tutto il fiato che ha in corpo sostenuto dai colpi possenti dei tamburi di Grohl, parole senza apparente coerenza tra di loro vengono gettate in faccia all’ascoltatore, un riff duro come l’acciaio avvolge l’esperienza rendendola durissima, un altro dei momenti più alti del disco e della carriera dei Nirvana, una canzone sperimentale che forse serviva ad indicare la direzione artistica scelta da Cobain.
    PENNYROYAL TEA destinata suo malgrado a divenire il singolo su CD più costoso della loro discografia, è una canzone in crescendo che passa dagli arpeggi e dalla voce soffusa di Cobain, al fragore del ritornello elettrico per poi placarsi di nuovo incorniciata dal basso sempre presente e fondamentale, un incedere altalenante senza troppa originalità.
    RADIO FRIENDLY UNIT SHIFTER canzone che aprirà tutte le date del tour che farà seguito all’uscita del disco, è un accusa alla casa discografica e alle radio che vorrebbero canzoni politicamente corrette da trasmettere e inserire senza troppi problemi nei loro palinsesti, solida e quadrata parte con tutto il gruppo all’unisono, tutti assieme chitarra, basso e batteria che tracciano la strada, la voce di Cobain è volutamente monotona senza slanci di rabbia o di melodia quasi a sottolineare che quel tipo di visione della musica non gli appartiene.
    TOURRETTE’S punk nell’atteggiamento e rock nell’esecuzione 1 minuto e 35 secondi di puro assalto sonoro la batteria di Grohl è devastante come non mai e tuona potente dall’inizio alla fine sovrastando il basso che non può niente di fronte ad una simile dimostrazione di potenza, la chitarra si limita a fare da sottofondo e la voce di Cobain urla parole non sense con la sua solita efficacia.
    La traccia che chiude l’album è ALL APOLOGIES una sorta di dichiarazione di resa da parte di Cobain, che canta con voce malinconica accompagnato dal cello e dai suoi arpeggi, una canzone introspettiva e bellissima col suo disordine di chitarra, basso e cello che nel ritornello avvolge la voce di Cobain, solo Grohl riesce a mantenere un certo rigore e a fare da guida.
    La traccia fantasma che parte dopo circa 24 minuti di vuoto dopo All apologies è GALLONS OF RUBBING ALCOHOL FLOW THROUGHS THE STRIP è una canzone dall’andamento sincopato e ipnotico quasi un esercizio di riscaldamento da eseguire durante le prove prima di fare sul serio.
    In conclusione IN UTERO è un disco fondamentale per tutti gli amanti della musica rock una pietra miliare la cui luce è resa opaca dai numeri di vendita di NEVERMIND, ma che racchiude in sé l’immagine più veritiera della musica dei NIRVANA.

    #19302
    Polly12
    Partecipante

    Complimenti per la recensione Gatto! ico02

    #19303
    Polly12
    Partecipante

    °Aleydis° – 13/6/2009 12:55

    ciao! volevo chiedervi cose ne pensate dei prozac+

    Uh, I prozac+ io li adoro!
    Poco fa ho ascoltato “mi piaccio solo”

    #19174
    Kurt74
    Amministratore del forum

    Bella recensione, mi fa molto piacere come hai trattato la mia preferita “Mungilo”

    #19298
    gatto4
    Partecipante

    Polly12 – 23/2/2010 17:01

    Complimenti per la recensione Gatto! ico02

    KURT74 –

    Bella recensione, mi fa molto piacere come hai trattato la mia preferita “Mungilo”

    Tnks…!

    #19304
    Polly12
    Partecipante

    Ma la mia preferita “Frances Farmer will have her revenge on Seattle” me l’hai trattata male 😛
    scherzo scherzo!

    #19299
    gatto4
    Partecipante

    Polly12 – 26/2/2010 19:17

    Ma la mia preferita “Frances Farmer will have her revenge on Seattle” me l’hai trattata male 😛
    scherzo scherzo!

    In effetti è molto difficile riuscire ad accontentare tutti facendo una recensione, alla fine si scrivono pur sempre dei pareri personali e non è detto che siano condivisibili da tutti ico01
    France Farmer è una canzone che non mi ha mai dato quella scarica di adrenalina che serve per farti entrare una canzone nel cuore, ma ripeto è la mia sensazione e nient’altro, e questo nonostante fosse una canzone a cui Cobain tenesse particolarmente in quanto la storia che l’ha ispirata lo aveva toccato profondamente.

    #19305
    Polly12
    Partecipante

    Ma infatti anche io la penso così, son pareri personali, figurati era tanto per dire..
    😀 la recensione rimane bella comunque, naturalmente!
    Perchè recensire un Cd non vuoldire accontentare tutti, ovviamente, ci si basa sia su fatti oggettivi che soggettivi..
    Quindi tranquillo, lo dicevo così per scherzare ico03

    #19294
    DollSteak
    Partecipante

    Kurt74 – 25/2/2010 22:38

    Bella recensione, mi fa molto piacere come hai trattato la mia preferita “Mungilo”

    Pienamente concorde.

    #19306
    Polly12
    Partecipante

    gatto4 – 23/2/2010 15:48
    DUMB apre gli occhi ai fans mostrando un approccio unplugged alle canzoni, che in futuro darà i suoi frutti, la voce di Cobain è ipnotica il ritornello è perfetto, geniale perché di un genio si sta parlando, l’aggiunta di un cello che accompagna con il suo suono malinconico, tutta la traccia la rende quasi mistica.

    Bellissimo *-*

    #19307
    Krist Novoselic
    Partecipante

    http://wlwo.freeblog.hu/files/Blackbird.jpg

    Blackbird è il secondo album della band hard rock americana Alter Bridge pubblicato il 9 ottobre 2007 dalla Universal Records.
    Il primo singolo estratto da Blackbird è Rise Today, pubblicato il 30 luglio 2007. Il secondo singolo, uscito il 17 dicembre 2007, è Ties That Bind.

    Tracklist:

    Ties That Bind
    Come To Life
    Brand New Start
    Buried Alive
    Coming Home
    Before Tomorrow Comes
    Rise Today
    Blackbird
    One By One
    Watch Over You
    Break Me Down
    White Knuckles
    Wayward One
    ico02

    #19295
    scoff
    Partecipante

    Marlene Kuntz-Catartica
    Prima della svolta pop, della collaborazione con Skin e delle apparizioni televisive che si sono susseguite negli ultimi dieci anni, i Marlene Kuntz erano un gruppo di giovani ragazzi adoratori dei Sonic Youth che suonavano un rock duro e senza compromessi.
    La band nasce sul finire degli anni ’80, quando pare che le case discografiche inizino ad accorgersi del fermento della scena musicale italiana.
    “Catartica”, forse il loro migliore lavoro, risale al ’94, ed è il primo album della band piemontese.
    Il disco si apre con la sferzante “M.K.”, chitarre roventi e batteria possente, il cui testo suona come un’ironica “autopromozione” (Lascia che ti vomiti un’onda di parole Ma Ma Marlene/ è la migliore).
    Segue poi “Festa Mesta”, un composto caotico di riff graffianti e liriche rabbiose, un noise rock schiacciasassi davanti al quale è difficile restare indifferenti e non iniziare a saltare da tutte le parti. “Festa Mesta” ci mostra una delle due faccie dei Marlene Kuntz, sempre divisi tra poderose distorsioni scassa-timpani ed emozionanti ballate, come “Nuotando nell’aria”, triste e malinconica canzone che entra di diritto tra i migliori pezzi del quartetto piemontese. In questa traccia ognuno da il meglio di sé: la solida batteria di Gianluca Bergia, fondamentale per il “Sound Marlene”, i colorati fraseggi di Riccardo Tesio, e soprattutto le grandi capacità di autore di Cristiano Godano, il quale confeziona un bellissimo testo.
    Si arriva poi tra una traccia e l’altra ad un altro pezzo degno di nota, “Lieve”, una nevrotica ballata elettrica di cui si è infatuato anche Giovanni Lindo Ferretti dei CSI, tanto che l’ha riproposta in chiave acustica. Il testo, posto in primo piano, è tanto criptico quanto evocativo (Forse, sicuro, è il bene più radioso che c’è/Lieve svenire per sempre persi dentro di noi).
    Il disco fila liscio, sempre in bilico tra rumore ed un certo appeal melodico, mentre Godano si cimenta in liriche che esplodono in ritornelli che potrebbero benissimo essere degli slogan reazionari (basti guardare semplicemente il titolo “Fuoco su di te” per capire cosa ci attende).
    E dopo le ultime ironiche invettive, in pieno stile dei primissimi Marlene (“Merry Xmas”, “Canzone di domani”), il disco termina, e si chiude il primo capitolo di una saga non ancora conclusa.
    Sono passati sedici anni da “Catartica”: stile musicale e formazione del gruppo sono cambiati, chi dice in meglio chi dice in peggio, fatto sta che questo gruppo di oramai quarantenni rocker ha conquistato numerosi fans (oltre che le vette delle classifiche). Che abbiano forse in mente di esportare fuori dagli italici confini la musica patria?

    #19175
    Kurt74
    Amministratore del forum

    ottima 🙂

    #19296
    scoff
    Partecipante

    graziw 😀

    #19176
    Kurt74
    Amministratore del forum

    up

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