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  • #19165
    Kurt74
    Amministratore del forum

    niente, non mi entrano proprio ico01
    sembra un insulto ai chitarristi ico01

    #19205
    Thebeatter
    Moderatore

    Bravo Endless una bella recensione “matura”…. come sempre ico02 Complimenti!

    #19206
    Thebeatter
    Moderatore

    Anorexorcist – 28/2/2008 8:24 PM
    Domanda: è vero che esistono edizioni in vinile in cui la banana della copertina si può “sbucciare” o è solo una leggenda metropolitana?? Qualcuno di voi lo sa?

    [img]https://www.nirvanaitalia.it/forum/forums/get-attachment.asp?attachmentid=306[/img]

    Prima….

    Velvet_underground_album_cover_2.png

    e dopo ico08

    #19276
    ENDLESS
    Partecipante

    Ummagumma – Pink Floyd (1969)

    L’album più sperimentale dei Pink Floyd, basta guardare il modo in qui è strutturato. 2 dischi. Uno live e uno registrato normalmente in studio. Già questa era una cosa che ai tempi era “all’avanguardia”,ma ancora più all’avanguardia è la strruttura dell’album “studio”.
    In teoria le traccie sarebbero 5, ma sono divise in 3 parti ( ico15 ), e cosa ancora più all’avanguardia(ditemelo se abuso di questo termine)ogni membro del gruppo ha composto una canzone “per conto suo”, quasi come fossero dei veri e propi lavori solisti. E’ questo secondo me il punto di forza dell’album. Qui si capisce l’anima di ogni singolo componente del gruppo, una specie di spartiacque nella storia dei Pink Floyd, che ormai senza il leader storico hanno bisogno di un nuovo “sound”…propio quel suond che li farà diventare mostri sacri della storia del Rock.
    Ok, andiamo in ordine. Ascoltiamo prima l’album live.
    La prima traccia è “Astronomy Domine”, canzone che abbiamo apprezato in tutta la sua “fantascientifica psichedelia”nel primo leggendario album dei Floyd:The Piper at the Gates of Dawn.
    Una bella performance del gruppo, anche se stranamente la registrazione non è delle migliori. (come tutto l’album live daltronde)
    “Careful With That Axe, Eugene” è una gran bella canzone. Tutto ruota intorno al basso di Waters, che crea la melodia adatta per poter affermare questa frase: “La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell’estasi più affascinante. Solitamente si verifica questa seconda opzione. Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta, in estasi.”
    Infatti a metà canzone Waters sussurra della parole quasi incomprensibili, per poi lanciare un’urlo quasi sovraumano(sembra una specie di condor ico03 )e tutti gli spettatori si risvegliano dal sogno, e dall’estasi passano a un vero e propio incubo.
    Arriviamo così a “Set the Controls for the Heart of the Sun”, canzone apparsa sul precedente album “A Saucerful of a Secrets”. La canzone si distacca un po dall’originale, assumendo atmosfere molto più orientali della versione originale.
    Siamo arrivati all’ultima traccia dell’album live: “A Saucerful of a Secrets”.
    Anche questa apparsa sull’omonimo album, nella versione di Ummagumma perde il tono da “trip” e assume un’atmosfera molto più inquientante e rumorosa.Versione simile verrà ripsoposta dal gruppo nel loro leggendario Live at Pompeii.
    Il disco live ora è finito, e ora siamo pronti ad immergerci nel mondo surreale di Ummagumma.

    La prima traccia è composta da Richard Wright, ed è divisa in 3 parti.
    Sysyphus sembra quasi il continuo di A Saucerful of a Secrets. La prima pate su un tono inquietante, sembra quasi una canzone Dark Ambient. Poi però la seconda pate ci regala qualcosa di grande. Un pinoforte. Improvisazione. Suoni tanto dolci quanto spettrali, sembra quasi che qualcosa deva accadere…e quel qualcosa accade. Verso la metà della canzone rumori psichedelici sommergono con prepotenza il piano di Wright, il quale sta andando ormai a ruota libera…PURA IMPROVVISAZIONE.
    La terza parte incomincia con strani suoni. Il piano e le percussioni(Kurt tu mi spiegherai meglio cosa sono ico01 )unite insieme sembrano quasi ricreare il rumore tipico dei vecchi orologi…quelli a pendolo per essere chiari. Poi anche qui verso la metà succede di tutto. Strane “urla” in piena psichedelia anni 60
    Quarta parte. Ormai questa canzone ci ha ucciso. Qui ci sono le tastiere di Wight a creare l’atmosfera onirica. Particolarmente bello il finale che ricalca il tono funereo della prima parte…ormai dimenticata ico03
    Ora ci sono le canzoni scritte da Waters.
    La prima stupenda canzone è Grantchester Meadows. Solo una chitarra acustica e il canto di uccelli in sottofondo. Il testo è secondo me uno dei più belli scritti da Waters. Una canzone da ascoltare mentre si sta sotto un’albero, mentre si cerca di contemplare la natura che ci circonda, e immegerci in un’infinità di pensieri. COSA VOLERE DI PIU’ DALLA VITA?? ico03
    La seconda canzone scritta da Waters è una delle più sperimentali di tutto l’album. “Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict”è una canzone assurda, e questo si capisce solo leggendo il titolo.
    Nessuno strumentom, solo versi di animali sovraincisi e la voce di Waters che non serve ad altro che creare il “ritmo”.
    Ora è il turno di Gilmour.
    The Narrow Way. Questa è divisa in 3 parti, apperentemente simili.
    La prima pate è qualcosa di meraviglioso. Solo una chitarra acustica e dolcissimi suoni psichedleici in sottofondo ci accompagnano per 3 minuti. Ascoltandola bene questa è probabilmente la canzone che più di tutte anticipa il suond tipicamente Floydiano che di li a poco sarebbe venuto fuori con Meddle e The Dark Side of the Moon.
    La seconda parte invece è decisamente più inquietante della prima. Sembra quasi un ritorno alle origini, con suoni tipicamente “Barrettiani”.
    La terza parte invece è un misto tra le 2 parti precedenti.
    Dannazione, questa recensione mi sta distruggendo, e qui incomincia a fare sempre più caldo… ico07
    Ultima canzone, ” The Grand Vizier’s Garden Party”.Questa è composta dal batterista Nick Mason.
    La prima parte ha le caratteristiche per essere una canzone Progressive Rock in piena regola. Sembra una canzone uscita dalla mente di Robert Fripp, o di Ian Anderson.
    La seconda parte invece è completamente diversa, ai limiti del minimalismo. Solo la batteria e percussini varie creano il perfetto connubio tra Experimental Rock e Psichedelia. Come faccia una canzone fatta solo con la batteria e percussioni varie ad essere psichedelica ancora non sono riusciuto a spiegarmelo ico15
    Terza parte. Exit. Torna sulle noti dolci della prima parte, Progressive Rock racchiuso in soli 30 secondi…non male ico02
    Il disco ormai è finito, ci ha lasciato tantissime suggestioni, ci ha fatto entrare in estasi con The Narrow Way e Grantchester Meadows, e ci ha fatto abbasare il volume delle casse con canzoni come Sysyphus e Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict al limite della cacofonia.
    Un disco fondamentale per il Rock, ma soprattutto per i Pink Floyd, che dopo aver trovato il sostituto di Barrett e aver sperimentato tutto ciò che poteva essere sperimentato sono pronti ad entrare negli anni 70, gli anni che li porteranno a scoprire il lato oscuro della Luna.

    #19277
    ENDLESS
    Partecipante

    Ummagumma ti cambia la vita, vero Kurt?

    #19189
    MaryCobain
    Partecipante

    L’uomo senza sonno _Titolo originale: El maquinista
    Paese: Spagna
    Anno: 2004
    Durata: 102′
    Regia: Brad Anderson
    con Christian Bale

    Il protagonista, Trevor Reznik , interpretato da Christian Bale, non riesce a dormire da un anno; il suo fisico, stremato dalla mancanza di riposo e di energie, è ormai spettrale, cadaverico. Per Trevor, operaio in fabbrica, lavorare è ormai diventato un’impresa impossibile, ogni giorno più difficile. A peggiorare il tutto accade un grave incidente, causato da una sua disattenzione, che quasi costa la vita ad un collega. Trevor, pallido e schivo, raggiunge un livello di alienazione dal mondo che lo trasforma lentamente in un vegetale: non ha rapporti con nessuno, tanto meno con i suoi colleghi, dato che dopo l’incidente sospetta che qualcuno abbia complottato contro di lui per farlo licenziare.

    Le uniche due persone con le quali Trevor ha ancora un rapporto e alle quali è legato sono Stevie una prostituta, divenuta nel tempo sua confidente, con la quale passa le notti più opprimenti, e Marie , la cameriera del bar dell’aeroporto nel quale ogni notte inspiegabilmente Trevor si reca per bere un caffè ogni giorno alla stessa ora le 1:30…

    Cosa nasconde l’insonnia dell’uomo? Chi è? Perche? Quale è il confine tra la pazzia e la normalità?

    Non aspettatevi di capire molto o cogliere tutto alla prima visione…

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    #19192
    dookie
    Partecipante

    l’ ho visto quel film!!! ico06
    bellissimo film ico02 che si capisce poco e non subito, ma bellissimo ico15 …

    #19241
    Sappy
    Moderatore

    ico01

    #19166
    Kurt74
    Amministratore del forum

    dalla descrizione sembra adattarsi perfettamente al mio genere preferito, lo vedro’, grazie della segnalaione.

    #19130
    Anonimo
    Ospite

    Lello, ma se le recensioni venissero raggruppate per artisti? Mi spiego, non si potrebbe fare una sezione apposita per le recensioni (esattamente come ora c’è il topic di riferimento) con all’interno una sottosezione per ogni gruppo/artista che abbiamo recensito (con all’interno anche tutte le discussioni che si sono sviluppate in proposito), visto che ce n’è più d’una per ognuno? So che ti stanno antipatiche le sezioni, ma così secondo me diventerebbe tutto più facile da consultare.

    A parte questo, spero di riuscire a cucire insieme nuove recensioni e di tornare parte attiva in questo topic!

    #19131
    Anonimo
    Ospite

    Bluvertigo – Acidi & Basi

    (Mescal – 1995 – Prodotto da Bluvertigo e Mauro Paoluzzi)

    Formazione:
    Marco “Morgan” Castoldi: voce, basso, pianoforte, sintetizzatori
    Andrea “Andy” Fumagalli: back vocals, sax, MIDI sax
    Marco Pancaldi: chitarra, feedback
    Sergio Carnevale: batteria, percussioni

    Tracce:
    1. L’eretico
    2. Iodio
    3. I still love you
    4. L.S.D. La Sua Dimensione
    5. Vivosunamela
    6. Decadenza
    7. Complicità
    8. Salvaluomo
    9. Storiamedievale
    10. Il dio denaro

    Dopo i Golden Age, quasi pura spremitura di musica anni ottanta, arrivarono i Bluvertigo con il loro primo chitarrista, Marco Pancaldi, tecnologico, un pò formale, il tipo che per montare e staccare i cavi degli amplificatori indossa un bel paio di guanti…
    Coi Bluvertigo ancora capelloni arrivò il primo capitolo della famigerata “Trilogia chimica”. A di “acidi” è, non a caso la prima lettera dell’alfabeto (M di “metallo non metallo” è la lettera centrale e Z di “zero” è l’ultima – ma va?!).
    Testi che si presentano come i discorsi retoricamente impostati del tipico ragazzo che tende all’intellettualismo, ma non quello spicciolo di chi si atteggia a gran sapiente, ma quello ragionato che suona dissonante ma che colpisce; musica che tende a quella complessità che si rivelerà completa in “Zero”, ultimo capitolo della trilogia.
    A caratterizzare quest’album e a differenziarlo dagli altri sta una più diffusa presenza della chitarra con le sue parti per lo più “atonali”, che addirittura diedero filo da torcere ai responsabili del mixaggio dei pezzi. Poi il tipico uso dei sintetizzatori, un impianto di basso solido, mai noioso o scontato che ben si coniuga col sapiente uso che Sergio fa delle sua batteria. Infine, il sax, forse insolito, ma che lascia nei pezzi quel quid che dà sostanza.
    Si comincia con “L’eretico”, denuncia dell’ipocrisia dei ben pensanti che dà il là a “Iodio”, forse uno dei pezzi più noti di quest’album che, con la sua distinzione in parti più o meno melodiche lascia spazio alla prima ballata del disco “I still love you”, dolce, quasi soffusa in alcuni tratti, incisiva per altri. La quarta traccia, “L.S.D.” lascia spazio ad Andy e al suo sax e mai ci si aspetterebbe, nel pezzo successivo, uno sfoggio tanto divertente di pura follia, “Vivosunamela” è assolutamente ben riuscito, una bluvertigheria in pieno stile, che un pò preannuncia quell’ironia che segnerà canzoni come “Fuori dal tempo” o “Miscugli” o “Oggi hai parlato troppo” del lavoro successivo, “Metallo non metallo”.
    Dalla sesta traccia, “Decadenza”, quasi in modo speculare, si ripercorre il cammino all’indietro: passando per “Complicita”, versione rivisitata e corretta di “Here is the house” dei Depeche Mode, si arriva a un nuovo pezzo ironicamente provocatorio, l’ottavo che è “Salvaluomo” (il soggetto? La Fantasia! La fantasia salva l’uomo!).
    Chiudono l’album due pezzi ancora di “denuncia”, “Storiamedievale” e “Il dio denaro”.
    In questo primo lavoro dei nostri cari, son contenuti i germi di tutte quelle caratteristiche che distingueranno la musica dei Bluvertigo da quella di tutti gli altri. Già qui sono riconoscibili le loro maggiori influenze musicali, il glam rock di David Bowie, il Synth Pop dei Depeche Mode, e poi Brian Eno, Talking Heads e similari.

    Poco conosciuto, aimè, quest’album va ascoltato se i Bluvertigo vi solleticano il gusto musicale. Buon ascolto, dunque!

    “Oggi un uomo vero in questo tempo non può più legarsi
    a questo mondo materiale e poi sentirsi originale,
    oggi un uomo puro in questo impero non può più fallire
    deve vivere agli estremi:
    o sei un santo o un carnefice…
    IO sono un pazzo VIVOSUNAMELA / guardo la gente ubriacarsi con me
    IO sono un pazzo VIVOSUNAMELA / guardo la gente bere e ubriacarsi di me”

    #19167
    Kurt74
    Amministratore del forum

    Anorexorcist – 18/6/2008 8:46 PM
    Lello, ma se le recensioni venissero raggruppate per artisti? Mi spiego, non si potrebbe fare una sezione apposita per le recensioni (esattamente come ora c’è il topic di riferimento) con all’interno una sottosezione per ogni gruppo/artista che abbiamo recensito (con all’interno anche tutte le discussioni che si sono sviluppate in proposito), visto che ce n’è più d’una per ognuno? So che ti stanno antipatiche le sezioni, ma così secondo me diventerebbe tutto più facile da consultare.
    A parte questo, spero di riuscire a cucire insieme nuove recensioni e di tornare parte attiva in questo topic!

    tutto si puo’ fare, devo mettere le sezioni per farlo. prima o poi lo faro’, e’ un lavoro lungo, e purtroppo piu’ si scrivono recensioni e piu’ sara’ lungo spostare poi i messaggi al punto giusto.

    #19132
    Anonimo
    Ospite

    Capisco…
    Magari io le recensioni le scrivo lo stesso e poi, quando sarà, le posto. Oppure le metto subito qui così ti aumento il lavoro, dimmi tu ico08

    #19168
    Kurt74
    Amministratore del forum

    mettiamo comunque le recensioni qui perche’ non ho nessuna data prevista per il lavoro da fare.

    #19242
    Sappy
    Moderatore

    bella recensione….. ico03 ico01 ico08 ico14

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