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  • #19133
    Anonimo
    Ospite

    Ok, Lello,allora presto arrivano anche le altre dei Bluvertigo e spero anche quelle dei Led Zep, visto che mi son fermata al quarto album. Grazie per aver corretto il titolo della nona traccia ico02
    Grazie, Sappy!

    #19134
    Anonimo
    Ospite

    Bluvertigo – Metallo non Metallo

    (Mescal – 1997 – prodotto da Marco “Morgan” Castoldi)

    Formazione:
    Marco “Morgan” Castoldi: voce, basso, piano, tastiere e molti altri affarucoli elettronici e non
    Andrea “Andy” Fumagalli: tastiere, synth, sassofono, MIDI sax
    Sergio Carnevale: batteria, percussioni
    Livio Magnini: chitarra e effetti vari
    Marco Pancaldi: chitarra e effetti vari

    Partecipazioni:
    Mauro Pagani: flauti, violino
    Alice: voci
    Lucio Fabbri, Fabio Brulci: violino primo, violino secondo
    Fuvilio “Bobo” Clarini, Cilio Barbuf: viole
    Roberta Castoldi, Sandro Laffranchini, Terisco Toldobra: violoncelli

    Tracce:
    1. Intro
    2. Il mio mal di testa
    3. Fuori dal tempo
    4. Vertigoblu
    5. Tele cinesi
    6. Oggi hai parlato troppo (Marco Castoldi, Andrea Fumagalli)
    7. Il nucleo (Marco Castoldi, Andrea Fumagalli)
    8. Ebbrezza totale
    9. Altre f.d.v.
    10. Cultipagani
    11. (le arti dei) Miscugli
    12. Ideaplatonica
    13. So Low (l’eremita) (Marco Castoldi, Andrea Fumagalli)
    14. Troppe emozioni

    Testi e musiche di Marco “Morgan” Castoldi, eccetto dove indicato.

    “I tre tempi dell’avventura del cuore:
    dapprima l’immediatezza ottusamente paga della realtà ossia l’infanzia aproblematica, poi l’inquietante scoperta intellettuale della diversità e del dissidio con le cose ovvero la perdita dell’adolescenza e infine il recupero di una spontanea armonia e di una nuova, ritrovata immediatezza.”
    Così si apre il libretto interno del secondo disco dei Bluvertigo che, ancora un pò capelloni (ma durerà poco), pubblicano il secondo capitolo della trilogia chimica. Titolo palindromo (il senso non cambia se lo si legge da sinistra verso destra o viceversa), con una M iniziale che non è scelta a caso ma che è la lettera centrale dell’alfabeto, tutto articolato intorno alla O di “non”, messa lì a mò di nucleo. E proprio al nucleo e a tutto ciò che sta nel centro si farà riferimento nella traccia numero sette, posta ovviamente nel mezzo della scaletta, e che si intitola prevedibilmente “Il nucleo”.
    E’ questo il disco che farà conoscere i nuovi Bluvertigo (nuovi perchè la formazione accoglie, a sostituzione di Marco Pancaldi presente nella registrazione di alcune tracce, il nuovo chitarrista Livio Magnini) ad un pubblico più ampio. Le contaminazioni esterne vengono meglio inglobate in quello stile che continua a definirsi e caratterizzarsi, a farsi riconoscibile e individualizzante. Quello stile che o ti piace o ti fa schifo, per dire. Quello stile che ti fa dire: “Sì, questa è una bluvertigheria”. La storia dell’album è discontinua: quasi caduto nel dimenticatoio, riesce ad essere rilanciato dall’uscita del singolo “Fuori dal tempo” e diventa ufficialmente noto con “Altre f.d.v.”. Tutto questo grazie a Fabrizio Intra della Sony, ci dicono i Bluvertigo.
    Le novità rispetto all’album precedente, “Acidi & Basi”, stanno nella presenza meno udibile, ma sempre più sofisticata, della chitarra; nell’inserimento di tracce puramente strumentali (“Intro”, “Tele cinesi”, “Cultipagani”); nell’introduzione di strumenti a fiato ed archi. L’ironia tipica continua ad affiorare in pezzi come “Oggi hai parlato troppo” o “(le arti dei) miscugli”, il fastidio post-adolescenziale ancora emerge in “Fuori dal tempo” o “Vertigoblu”; le sensazioni dolorose o soffuse non si fanno desiderare e si ritrovano in “Cieli neri”, “Ideaplatonica”, “Troppe emozioni”; un bel pezzo di new wave, “So Low (l’eremita)” sta quasi in chiusura ed è una perla da non lasciarsi sfuggire.
    Musicalmente parlando, i pezzi sono stratificati, in continuo divenire (nota “bassistica”: i giri non sono quasi mai uguali e cambiano da una strofa a un’altra, nell’ambito della stessa canzone intendo), solidi e ben costruiti. Vanno sfogliati piano piano, assaporati lentamente ed ogni volta è una scoperta nuova. Alcuni sono sufficientemente orecchiabili perchè facciano subito breccia, ma non è l’orecchiabilità che i Nostri perseguono (e da questa si svincoleranno molto di più in “Zero”, loro ultimo album -per ora!). E’ notevolissima la seconda parte di “Fuori dal tempo” che, aimè, non troppo è conosciuta (per esempio non è neppure inserita in “Pop Tools”, la raccolta uscita dopo la partecipazione a San Remo nel 2001)
    Il consiglio è di ascoltarlo (di ascoltarlo più volte) e di lasciar scorrere l’ultimo brano… chissà che non si affacci una ghost track strumentale…

    “Se non esistessero i fiori, riusciresti a immaginarli?”

    #19278
    ENDLESS
    Partecipante

    Metallo non Metallo…che album ico06
    Ah, stamattina ho comprato Acidi e Basi dopo aver letto la tua rece. Stupendo anche quello ico01
    PS:E’ già uscito il live a Storytellers??

    #19135
    Anonimo
    Ospite

    ENDLESS – 20/6/2008 3:31 PM

    Metallo non Metallo…che album ico06
    Ah, stamattina ho comprato Acidi e Basi dopo aver letto la tua rece. Stupendo anche quello ico01
    PS:E’ già uscito il live a Storytellers??

    Grande Endless!!!
    Mi fa piacere che ti piaccia ico01
    Sì, il live a StoryTellers (con tanto di concerto in dvd) è uscito il 30 Maggio. Te lo consiglio caldamente ico02

    #19243
    Sappy
    Moderatore

    Sò CHE NN C’ENTRA UN TUBO CN I BLUVERTIGO MA VOGLIO DARE UNA NOTIZIONE X I FAN SFEGATATI DEI VERDENA COME ME:

    LA BAND AL MOMENTO è IN STUDIO A REGISTRARE IL SEGUITO DI REQUIEM…..NN VEDO L’ORA CHE ESCA….E SOPRATTUTTO NN VEDO L’ORA CHE SCENDANO GIù IN SICILIA XKè ANDRò A VEDERLI X LA SECONDA VOLTA…..

    #19279
    ENDLESS
    Partecipante

    SAPPY – 20/6/2008 6:34 PM

    Sò CHE NN C’ENTRA UN TUBO CN I BLUVERTIGO MA VOGLIO DARE UNA NOTIZIONE X I FAN SFEGATATI DEI VERDENA COME ME:

    LA BAND AL MOMENTO è IN STUDIO A REGISTRARE IL SEGUITO DI REQUIEM…..NN VEDO L’ORA CHE ESCA….E SOPRATTUTTO NN VEDO L’ORA CHE SCENDANO GIù IN SICILIA XKè ANDRò A VEDERLI X LA SECONDA VOLTA…..

    Questa la sapevo ico01
    E’ per questo motivo che i Verdena non faranno molti concerti quest’estate.
    …speriamo che anche questo sarà un grande album ico03

    #19169
    Kurt74
    Amministratore del forum

    non li ho mai visti, se trovo compagnia me li becco pure io a napoli

    #19280
    ENDLESS
    Partecipante

    Kurt74 – 20/6/2008 8:18 PM

    non li ho mai visti, se trovo compagnia me li becco pure io a napoli

    Parli dei Verdena?
    Dobbiamo aspettare un bel po prima di un concerto a Napoli…o meglio di un tour in Italia.
    Ora sono impegnati nel loro tour europeo(SECONDO ME POTEVANO ANCHE RISPARMIARSELO, LA MAGGIOR PARTE DEGLI SPETTATORI SONO ITALIANI CHE ABITANO ALL’ESTERO)

    #19207
    Thebeatter
    Moderatore

    Supergrass- Diamond Hoo Ha

    diamondhooha_mp.jpg


    Diamond Hoo Ha Man
    Bad Blood
    Rebel In You
    When I Needed You
    345
    The Return Of…
    Rough Knuckles
    Ghost Of A Friend
    Whiskey & Green Tea
    Outside
    Butterfly

    Mi accingo a commentare l’ultimo lavoro di uno dei mieigruppi preferiti.

    Diamond Hoo Ha[/i] è uscito in sordina, senza troppa pubblicità e accolto freddamente dalla critica.Sicuramente non sarà il loro miglior disco, forse sarò di parte…. a me è piaciuto.

    Brani come Outside o Butterfly [/i]non sfigurerebbero in nessuno dei loro album.

    Passiamo al sodo iniziando dalle canzoni sopracitate e continuando in ordine sparso (come preferisce il mio i-pod).

    Outside inizia con un ritmo incalzante, con tanto di campanaccio, che scandisce un accattivante giro di basso e piano, per aprirsi in un refrain in pieno stile Supergrass.

    Butterfly [/i]rimanda al Bowie dei tempi migliori. Brano ben strutturato con una melodia tra l’epico e il sognante.

    TheReturn Of… sembra uscita da Road To Rouen (penultimo album della band), caratterizzata da ricercati arrangiamenti. Stesso discorso vale per Rough Knuckles.

    Ghost Of A Friend si fa segnalare per richiami “dylaniani”, ricorda in un punto “like a rollingstone”, è un brano discreto, come When I Needed You e Whiskey& Green Tea, quest’ultima accessoriata di un ritornello con riff “allaNirvana”.

    BadBlood, secondo singolo del lavoro, è un pezzo dal ritornello energico dove la voce di Gaz si esprime al meglio e il bel riff è la perfetta cornice.

    345, inizio incalzante, melodia “beatlesiana” e ritornello accattivante, un bel pezzo rock.

    La terza traccia del disco, Rebel In You, è un’altra canzone in pieno “Bowie Style”, ben congeniata. Uno degli episodi migliori.

    Diamond Hoo HaMan è il primo singolo. Si parte con il riff, un crescendo di arrangiamentie l’esplosione nel ritornello, la “jaggeriana” voce di Gaz spicca sulla base alla The Who. Spiazza un pò il breve special, ma la canzone funziona bene.

    Insomma un album che al primo ascolto può non convincere…..ma una volta assimilato si ascolta tutto di un fiato senza aver voglia di cambiare. In luglio saranno in tour negli states con i Foo Fighters.

    Qui sono live con un ospite speciale

    #19244
    Sappy
    Moderatore

    ehi steve ma la canzone MARY in che album si trova?…pensavo che facesse parte di quest’album…. ico15

    #19208
    Thebeatter
    Moderatore
    #19245
    Sappy
    Moderatore

    ah ecco…. ico03

    #19281
    ENDLESS
    Partecipante

    Mai piaciuti, tranne per qualche canzone…bella recensione cmq ico01 ico02

    #19246
    Sappy
    Moderatore

    soltanto una loro canzone mi piace…..MARY……..il resto nada…..

    #19196
    R.D.
    Partecipante

    SAPPY – 4/1/2008 2:08 PMMudhoney: Superfuzz Bigmuff plus Early SinglesPrima di tutto, i Mudhoney sono Seattle; cioè Mark Arm, chitarra e urli, prima del Miele di Fango faceva parte dei Green River, capito? Una delle prime selvagge ultradistorte formazioni di quello che poi qualcuno volle definire “Grunge”. Chi se non Mudhoney sono Seattle? Confezionarono i Mudhoney, nel lontano 1989 il primo inno e poi il primo grande disco di una generazione. Ed ebbero anche il gran buon gusto di chiamare quel disco col nome di uno dei più selvaggi ed efferati effetti per chitarra mai creati: quel fuzz macilento, ridondante grasso sporco e cremoso che passa sotto il nome di Big Muff. Perchè anche loro erano cosi: selvaggi e sfrenati, grassi e marci.Da un po’ di anni la Sub Pop vi spara Superfuzz Bigmuff in edizione speciale con in più tutti i primi 45 giri dei nostri, cioè un capolavoro assoluto. E se volete il primo singolo, quel terrificante inno chiamato “Touch me I’m sick” ve lo trovate anche in versione 45 giri a soli 7,50 dollari sul sito della Sub Pop. E vi assicuro che non solo il contenuto, ma anche la copertina vale eccome l’acquisto: una latrina del cesso stampata in primo piano e null’altro. Semplicemente geniale.”Touch me I’m sick” è l’apertura di Superfuzz Bigmuff nella nuova veste; un terrorifico garage che non è solo riproposizione degli esperimenti anni ’60, ma diventa una cupa e sgraziata e violenta colonna sonora di una generazione ben più disillusa; la storia di un malato di AIDS. La B-side non è da meno: “Sweet Young Thing Ain’t Sweet No More” è blues calato in una coltre di distorsioni e slide di psichedelica reminiscenza, ma con un’attitudine viscerale e pessimista che lo rende unico, e al di la dell’apparenza “vintage” anche terribilmente attuale; due marci gioielli. L’altro grande capolavoro della parte dedicata ai 45 è la cover di “Halloween” dei Sonic Youth, immaginatevela un po’ meno eterea che nell’originale e in compenso più tribale, disperata e pesante (nel senso di “heavy”), quasi se possibile superiore alla versione di Bad Moon Rising. Il disco vero e proprio è quasi sempre altrettanto malatamente fascinoso: da dolenti ballads come “If I Think”, a sparate distorte come “No One Has” o “Need”, quest’ ultima quasi più Husker Dü che Detroit.

    ehi, sei Easycure su Debaser?

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